Tatuaggi Maori: origini

Sin dalle sue origini, il tatuaggio Maori è stato considerato come una prova di coraggio, un rituale addirittura sacro; era anche considerato un mezzo di comunicazione con gli Dei.

I maestri tatuatori erano dei grandi esperti, perché dovevano conoscere perfettamente il significato dei simboli e tutti i disegni. La loro abilità stava nel metterli insieme, per poter creare un’opera d’arte personalizzata su ogni persona. La conoscenza dei maestri, veniva tramandata da padre in figlio, perché era necessario far rimanere sconosciuta quest’arte a chi non era del mestiere; questo era dovuto per la sacralità attribuita al tatuaggio.

Il tenere segreta quest’arte, fu la causa della perdita nel tempo di queste conoscenze. Purtroppo, riguardo al significato, nel corso degli anni, si è perso molto. Per fortuna esistono molti testi che ci illustrano il significato dei simboli; anche se tra le diverse culture dell’Oceania, i simboli possono avere delle differenze. Oltre al simbolo in sé per sé, era importante anche dove venivano posizionati sul corpo.

Uno dei tatuaggi più significativi era il “Moko”; veniva utilizzato come segno del passaggio dall’adolescenza all’età adulta, e veniva fatto esclusivamente in viso. Oltre alla funzione sacra e di prova di coraggio, il tatuaggio aveva anche una funzione estetica (proprio come il nostro attuale make up). Si dice che le donne dell’epoca che non avessero tatuaggi vicino alle labbra, non fossero considerate attraenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *